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“Se l’avessi saputo prima, non l’avrei mai fatto. Quindi… meno male che non lo sapevo.”
Ti è familiare questa frase? Probabilmente l’hai detta anche tu, magari dopo aver fatto un figlio, dopo aver accettato un lavoro massacrante o dopo aver chiuso una relazione difficile.
Ci raccontiamo che l’incoscienza sia una forma di coraggio. Ci convinciamo che “buttarsi senza guardare” sia l’unico modo per vivere certe esperienze, perché se conoscessimo davvero le difficoltà, rimarremmo paralizzati.
Oggi voglio sfatare questo mito. L’ignoranza non è una strategia. È solo cattiva pianificazione. E in questo articolo ti spiego perché sapere tutto (anche le parti brutte) prima di partire è l’unico vero ansiolitico per la tua vita.
L’inganno dell’Idealizzazione
Quando non conosciamo i dettagli di una situazione futura, il nostro cervello fa una cosa pericolosa: riempie i vuoti con i sogni. Si chiama Idealizzazione.
Immaginiamo che quel nuovo lavoro sarà la svolta, o che quella relazione sarà perfetta. Costruiamo un castello di carta basato sul nulla. Poi, inevitabilmente, arriva la realtà. Il castello crolla e noi ci ritroviamo con due cose:
Una cocente delusione.
Una perdita enorme di tempo, energie e soldi.
Il caso del mancato Psichiatra
All’inizio della mia carriera, venne da me un ragazzo convinto di voler fare lo psichiatra. Era il suo sogno. Gli feci una domanda semplice: “Sai davvero cosa significa?” Gli spiegai la realtà: 6 anni di medicina, test d’ingresso, 4 anni di specializzazione, la burocrazia, il tipo di pazienti. Risultato? La sua motivazione crollò in 5 minuti. Oggi quel ragazzo fa il cuoco (dopo una scuola di alta formazione) ed è felice.
L’ho scoraggiato? Sì. Gli ho salvato 10 anni di vita infelice? Assolutamente sì. Avere l’informazione corretta non uccide i sogni, uccide le illusioni. E ti permette di trovare la tua vera strada (come la cucina per quel ragazzo) senza passare per un decennio di sofferenza inutile.
“Se l’avessi saputo…” (Il paradosso del Genitore)
L’esempio più classico è quello della genitorialità. Spesso si sente dire: “Se avessi saputo quanto è dura non l’avrei fatto, ma amo mio figlio quindi va bene così”.
Attenzione a non cadere nella trappola. Nessuno dice che, sapendo le difficoltà, avresti rinunciato. Ma se avessi saputo in anticipo le notti insonni, le sfide educative e i costi, ti saresti organizzato. Avresti chiesto aiuto prima. Avresti preparato il terreno. L’informazione non serve a farti scappare, serve a farti arrivare all’appuntamento con la vita equipaggiato, non in mutande.
Il Rimpianto come Asset Strategico
E se ormai è troppo tardi? Se hai già fatto il “salto nel vuoto” e ti sei schiantato? Qui entra in gioco l’uso intelligente del Rimpianto.
Purtroppo, la tecnologia non ci permette ancora di tornare indietro nel tempo (solo nei film è possibile). Quindi, piangere sul latte versato è inutile. Ma il rimpianto ha una funzione nobile: è un Database di Errori.
Invece di dire “Che stupido sono stato”, chiediti:
Quale informazione mi mancava?
Perché non l’ho cercata?
Come posso usare questo dato OGGI per la decisione che devo prendere DOMANI?
Smetti di essere cieco al futuro. Usa il dolore di ieri come carburante per la strategia di oggi.
Come trasformare il dolore di ieri in dati per oggi
Il vero problema non è aver sbagliato ieri. Il problema è non usare quell’errore per orientarsi oggi. Molte persone restano bloccate nel senso di colpa, ripetendosi “Ah, se l’avessi saputo…”, ma poi continuano a camminare alla cieca.
Ecco il cambio di mindset che insegno in Quietmood: Prendi quello che hai imparato a tue spese (il “dolore”) e trasformalo in un dato strategico. Se quell’esperienza ti ha insegnato che non tolleri l’incertezza economica, o che hai bisogno di più tempo per decidere, usa questa informazione per la tua prossima scelta.
Non cercare scuse per non sentirti ingenuo. Cerca l’apprendimento. Solo così il rimpianto smette di essere un peso emotivo e diventa una bussola per non schiantarti di nuovo contro lo stesso muro.
Conclusione: L’elogio della Lentezza
Viviamo in un mondo che premia la velocità e l’impulsività. “Buttati!”, “Just do it!”. La filosofia Quietmood è diversa: Stay Cushy, Not Pushy.
Impara l’arte della lentezza. Prenditi il tempo per raccogliere le informazioni. Fai le domande scomode. Cerca le fonti giuste (quelle che non hanno interesse a venderti nulla). Se le informazioni ti scoraggiano, bene! Significa che hai evitato un fosso. Se invece le informazioni ti spaventano ma decidi di andare avanti lo stesso, allora quello è vero coraggio. Perché è una scelta consapevole, non un azzardo.
Stay cushy, not pushy!
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La guida per la tua evoluzione comoda. Sono Psicologo-Psicoterapeuta, Trainer-Coach. Ideatore della Strategia Quietmood. Direttore del centro Quietmood di Bologna e direttore della collana BINARIO| libri x evolversi della Dario Flaccovio Editore. Autore del libro LA VITA INIZIA NELLA COMFORT ZONE, Flaccovio Editore, 2022
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